STORIA

Fin dall'antichità l'uomo ha capito che l'energia idraulica poteva essere utilizzata con

minimo dispendio e con grande vantaggio, già i greci e i romani usavano ruote

idrauliche per la macinazione del grano. Il basso costo del lavoro degli schiavi e degli

animali, tuttavia, ne frenò l'applicazione su larga scala fino al XII secolo circa. Nel

Medioevo furono costruite grandi ruote idrauliche di legno con un rendimento

massimo di circa 50 cavalli. L'energia idraulica moderna deve il suo sviluppo

all'ingegnere britannico John Smeaton, che per primo costruì ruote idrauliche di ghisa

di dimensioni notevoli. All'inizio dell'Ottocento l'energia idraulica, che aveva giocato

un ruolo importante nella rivoluzione industriale, diede impulso alla crescita dell'

industria tessile, conciaria e meccanica. La macchina a vapore era già stata sviluppata,

ma il carbone era scarso e la legna era un combustibile poco soddisfacente. L'energia

idraulica contribuì allo sviluppo delle prime città industriali finché, dalla metà del XIX

secolo, l'apertura dei canali navigabili rese possibile l'approvvigionamento di carbone

a buon mercato. L'installazione di ruote idrauliche in serie, su un dislivello di almeno 5

m, richiede la costruzione di condotte e di grandi dighe di sbarramento difficilmente

realizzabili. Questi svantaggi, uniti alla scarsità dell'afflusso d'acqua durante l'estate e

l'autunno e alle gelate invernali, portarono alla sostituzione di quasi tutte le ruote

idrauliche con turbine a vapore, non appena la disponibilità di carbone lo rese

possibile. Il primo impianto idroelettrico fu costruito nel 1880, nel Northumberland. Con lo

sviluppo del generatore elettrico accoppiato alla turbina idraulica e con la crescente

domanda di elettricità che caratterizzò l'inizio del XX secolo vi fu una rivalutazione

dell'energia idraulica. La tecnologia della maggior parte dei grandi impianti è rimasta

la stessa per tutto il secolo.